Didattica Storia Attualità 2018-03-13T19:21:20+00:00

I laboratori del Museo dell’Emigrazione Pietro Conti
Essere italiani è una storia: scopriamola insieme!

ITALIANI? BRUTTA GENTE!
Come ci vedevano … come eravamo

Quando Albert Einstein sbarcò negli Stati Uniti, con tutti gli emigrati, ricevette un modulo da compilare. Tra le molte domande cui bisognava rispondere ce ne era una che chiedeva: “A quale razza appartieni?” E lui rispose: “A quella umana!”

ITALIANI? BRUTTA GENTE!Il laboratorio propone una riflessione sul tema della multiculturalità e sui fenomeni di razzismo e xenofobia di cui sono stati vittime gli italiani emigrati all’estero. Attraverso l’analisi di documenti ed immagini, i ragazzi potranno comprendere come nascono e quali sono le conseguenze dei pregiudizi nei confronti degli “stranieri”. La riflessione si allarga al confronto tra l’Italia di ieri, paese di emigrati, e l’Italia di oggi, terra d’immigrazione: imparare dalle passate esperienze, dai problematici percorsi di integrazione e dai diritti negati dei nostri emigrati all’estero, può renderci cittadini maggiormente consapevoli della nostra società, oggi territorio d’incontro di correnti migratorie ed esperienze culturali disparate che ne modificano e caratterizzano la vita sociale e culturale. In questo modo i ragazzi potranno riflettere sul concetto di “stereotipo” e di “etnocentrismo” e sulla necessità di decentrare il proprio punto di vista prima di giudicare: la conoscenza della nostra storia è il primo passo verso l’accoglienza e l’integrazione.

  • Percorso: visita guidata al museo e laboratorio
  • Durata: 2,5 ore
  • Costo: 6,00 euro a studente

MAMMA MIA DAMMI CENTO LIRE …
L’emigrazione italiana nei canti popolari

… ci vuole coraggio a trascinare le nostre suole da una terra che ci odia ad un’altra che non ci vuole…
IVANO FOSSATI

MAMMA MIA DAMMI CENTO LIRE …La storia dell’emigrazione ha lasciato dei segni molto profondi nella cultura del nostro paese, tra i quali un ampio ed importante repertorio di canti di tradizione orale e d’autore. Questo patrimonio sonoro è testimone del suo tempo, è una fonte storica che rappresenta milioni di esperienze migratorie. Tutte le manifestazioni musicali relative all’emigrazione, dal canto popolare a quello d’autore, contribuiscono a comporre un quadro culturale caratterizzato dall’incontro e lo scontro fra diversi livelli sociali, etnici, linguistici ed economici. Attraverso il canto popolare e sociale un popolo esprime: la visione del mondo, il proprio modo di vivere, le paure, le proteste, le questioni legate al lavoro e alla famiglia, insomma tutte le esperienze che i membri di quella collettività condividono. Il percorso ri-costruisce le tappe fondamentali della storia migratoria italiana attraverso l’ascolto dei canti dell’emigrazione e sull’emigrazione; si analizzano i temi e gli insegnamenti di cui questi brani si fanno portavoce.

  • Percorso: visita guidata al museo e laboratorio
  • Durata: 2,5 ore
  • Costo: 6,00 euro a studente

IL CINEMA RACCONTA
Immagini di migrazioni

Perché i confini sono tracciati sulle carte; ma sulla terra come Dio la fece, per quanto si percorrano i mari, per quanto si cerchi e si frughi lungo il corso dei fiumi e sul crinale delle montagne, non ci sono confini.
Pietro Germi, voce fuori campo in Il cammino della speranza

IL CINEMA RACCONTAL’utilizzazione del film come fonte storiografica costituisce una scelta che connota questo lavoro. Il laboratorio didattico si sviluppa secondo un modello da uno a quattro incontri, modulari ed autonomi, della durata di tre ore ciascuno, che prevedono la visione di una pellicola cinematografica sul tema dell’emigrazione, la lettura ed il confronto di fonti diverse, la raccolta e rielaborazione delle informazioni. I film utilizzati nel progetto sono: Pane e cioccolata di Franco Brusati (Italia, 1973); Lamerica di Gianni Amelio (Italia – Francia, 1994); Il cammino della speranza di Pietro Germi (Italia, 1950); Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo (Italia – Francia, 1971). Il lavoro su ciascun film è orientato da una scheda storica che va a costruire con gli studenti il quadro di riferimento, e da una scheda filmica, che indaga sulle connessioni tra storiografia e rappresentazione cinematografica. Il percorso approfondisce la tematica storica dell’emigrazione italiana, quasi assente dai manuali scolastici, sensibilizzando gli studenti ad un dialogo con la propria cultura e con le altre.

  • Percorso: visita guidata al museo e un modulo
  • Durata: 4 ore
  • Costo: 8,00 euro a studente

I PERCORSI DELL’EMIGRAZIONE MINORILE
I bambini italiani con l’organetto

Il fanciullo merita il massimo rispetto.
Decimo Giunio Giovenale

I PERCORSI DELL’EMIGRAZIONE MINORILEIl percorso di approfondimento, partendo dalla visione del film documentario Monongah. La Marcinelle americana, esamina la delicata questione dello sfruttamento minorile e l’analizza in rapporto al fenomeno migratorio. Già dagli anni Sessanta dell’Ottocento i bambini italiani emigrano insieme agli adulti per essere impiegati per lo più in mestieri ambulanti, quali i lustrascarpe, i figurinai, gli spazzacamini e i suonatori. I “bambini italiani con l’organetto”, come erano chiamati in Inghilterra, vivevano per le strade sotto la tutela di reclutatori che li avevano “comprati” dai loro genitori. Vi erano mestieri (sciuscià, strillatori) che restarono per lungo tempo appannaggio dei figli degli immigrati italiani non solo negli Stati Uniti, ma anche in Canada, in Brasile e in Argentina. Il fenomeno ha dato vita ad una vera e propria tratta legata allo sfruttamento del lavoro minorile: bambini nelle fabbriche, nelle vetrerie ed anche nelle miniere. Il percorso storico porta ad un inevitabile confronto con il presente e con le attuali problematiche legate al lavoro minorile.

  • Percorso: visita guidata al museo e laboratorio
  • Durata: 2,5 ore
  • Costo: 6,00 euro a studente

MARCINELLE
Venduti per un sacco di carbone

Volevano braccia, sono arrivati uomini.
Max Frisch

MARCINELLEA causa di un errore umano, l’8 agosto 1956 il Belgio viene scosso da una tragedia senza precedenti, un incendio scoppiato in uno dei pozzi della miniera di carbon fossile del Bois du Cazier, causa la morte di 262 persone di dodici diverse nazionalità, tra cui 136 italiane. Una tragedia agghiacciante, i minatori rimasero senza via di scampo, soffocati dalle esalazioni di gas. Le operazioni di salvataggio furono disperate fino al 23 agosto quando uno dei soccorritori pronunciò in italiano: Tutti cadaveri! Attraverso l’analisi di diversi tipi di fonti, quali trattati ufficiali, testimonianze, articoli di giornali e cinegiornali, il percorso d’approfondimento ricostruisce l’esperienza migratoria degli italiani partiti nel secondo dopoguerra per lavorare nelle miniere del Belgio. Un’emigrazione di massa agevolata dallo scambio “uomo – carbone” su cui si basano gli accordi stipulati tra Italia e Belgio. La tragedia della miniera di Marcinelle, dopo quella della miniera di Monongah in West Virginia, è la più grande della storia dell’emigrazione italiana.

  • Percorso: visita guidata al museo e laboratorio
  • Durata: 2,5 ore
  • Costo: 6,00 euro a studente

L’EMIGRAZIONE FEMMINILE
Donne che partono e donne che restano

Date alle donne occasioni adeguate ed esse possono fare tutto.
Oscar Wilde

L’EMIGRAZIONE FEMMINILEMigliaia di giovani donne sono partite dall’Italia per seguire la via dell’emigrazione. Tra le occupazioni il servizio domestico e il baliato. Il corpo femminile, per chi lavora come balia, diventa una risorsa economica, seppur a costo di grandi sacrifici. Sia che emigrassero sole, in gruppo o con la famiglia, sia che la loro scelta fosse autonoma o che partissero in seguito ad una decisione maschile, l’abbandono del paese natale, la vita e il lavoro lontano da casa indussero mutamenti profondi nella vita e nelle aspirazioni delle donne. E anche per coloro che restavano, dopo la partenza dei mariti, dei padri o dei fratelli, mutarono comportamenti, scelte e valori. All’inizio del Novecento lavorano presso gli stabilimenti di filatura e tessitura in Svizzera e in Francia. A New York era facile lavorare in casa cucendo pantaloni, schiacciando noci oppure fabbricando fiori artificiali. Attraverso l’analisi di diversi tipi di fonti, il laboratorio analizza il ruolo della donna nell’emigrazione e i processi di emancipazione che ne sono conseguiti.

  • Percorso: visita guidata al museo e laboratorio
  • Durata: 2,5 ore
  • Costo: 6,00 euro a studente

ALIMENTAZIONE ED EMIGRAZIONE
Dalla cucina della tradizione ai nuovi comportamenti alimentari

Maccarone, m’hai provocato e io te distruggo.
Alberto Sordi in Un americano a Roma

ALIMENTAZIONE ED EMIGRAZIONENel 1884 Edmondo De Amicis, durante la traversata da Genova a Buenos Aires, osserva a bordo del piroscafo una sorta di “geografia errante” della “fame” delle diverse regioni d’Italia. Viaggiano tra gli altri sulla nave “quei contadini del Mantovano che, nei mesi freddi, passano sull’altra riva del Po a raccogliere tuberose nere, con le quali bollite nell’acqua, non si sostentano, ma riescono a non morire durante l’inverno; e di quei mondatori di riso della bassa Lombardia che per una lira al giorno sudano ore ed ore, per campare di polenta, di pan muffito e di lardo rancido”. Dagli abitanti dei “paesi della fame” l’America viene vista e percepita come simbolo dell’opulenza, terra dell’abbondanza, paese di Cuccagna, dove le persone riescono a realizzare i sogni e le fantasie di generazioni di “affamati”. Il laboratorio propone uno studio originale dell’emigrazione attraverso i processi di acculturazione alimentare. Con l’emigrazione assistiamo ad una trasformazione dei consumi e delle abitudini alimentari sia nei luoghi dell’esodo sia in quelli di partenza. Immagini inedite, documenti e trailler cinematografici completano il percorso di approfondimento.

  • Percorso: visita guidata al museo e laboratorio
  • Durata: 2,5 ore
  • Costo: 6,00 euro a studente