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IN RELAZIONE
Mostra personale di Giovanni De Lorenzi

Inaugurazione
Venerdì 22 giugno ore 18.00
Centro Culturale Casa Cajani, via Imbriani, Gualdo Tadino (Pg) 

Testo critico, di Catia Monacelli

Cosa c’è di reale nelle nostre esistenze, quanto è frutto della percezione? Qual è il confine tra la fantasia e l’oggettività di ciò che ci circonda? In altri termini, cosa è vero e cosa è falso?
Tutta l’opera di Giovanni De Lorenzi è in bilico tra questi e altri quesiti dell’esistenza, nella complessità delle emozioni che si sprigionano dalle tele. Spirito e materia sono architettonicamente uniti insieme, l’uno è in relazione con l’altro. Geometrie che si attraggono e si respingono, volumi, linee, pigmenti che si incontrano e restano sospesi.
Che sia quella di De Lorenzi, così come la descriveva Milan Kundera, “L’insostenibile leggerezza dell’essere”? Ciò che si verifica una sola volta è come se non fosse mai accaduto? L’esistenza e le scelte che ognuno compie nella breve o lunga durata appaiono a Kundera del tutto irrilevanti, e in ciò risiede la loro leggerezza. L’opera di De Lorenzi sembra raccontare continuamente questo contrasto: la sfuggente evanescenza della vita, e viceversa, la necessità umana di rintracciare in essa un significato. De Lorenzi volume su volume, visione su visione, colore su colore, costruisce instancabilmente senza approdare ad un orizzonte, tutto è sospeso tra il visibile e l’invisibile.

Giovanni De Lorenzi – Note biografiche

Nasce nel 1946 a Villafranca Padovana. La sua formazione in ambito artistico è iniziata studiando prima all’Istituto d’Arte di Padova per poi continuare al Liceo Artistico di Venezia. Durante il suo percorso sono stati fondamentali i contatti con i maestri dell’arte e della cultura veneziana come Vedova, Guidi, Santomaso, Pizzinato, Morandis e De Luigi. Presto ha iniziato a sperimentare un proprio linguaggio nell’ambito della pittura. Successivamente la laurea presso la Facoltà di Architettura di Venezia.
Pittura e architettura sono unite indissolubilmente nei suoi lavori, sono un metodo di progettazione, di rappresentazione, di costruzione dell’oggetto e dello spazio rappresentato. Determinanti sono stati gli incontri con architetti quali Le Corbousier, L.I. Kahn, Aldo Rossi, Giuseppe Samonà, Carlo Aimonino, Ignazio Gardella, Carlo Scarpa. Il quotidiano impegno professionale e pittorico, ha condotto l’artista ad una costante verifica del rapporto tra disegno, forma e colore. Un linguaggio complesso, che è “In relazione” con la natura, le cose e la loro rappresentazione.