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FERRUCCIO RAMADORI
RIVELAZIONI CROMATICHE
a cura di Catia Monacelli – Andrea Baffoni

Museo Civico Rocca Flea, Gualdo Tadino
6-28 luglio 2019

Ferruccio Ramadori nasce nel 1952 a Scheggino, in provincia di Perugia. Inizia ad occuparsi d’arte nel 1967, si diploma maestro d’arte a Spoleto in scenotecnica e nello stesso istituto consegue il diploma di Maturità d’Arte Applicata. Frequenta la sezione di pittura dell’Accademia di Belle Arti di Perugia, la quale lo nominerà Accademico di Merito. Si laurea in Sociologia presso l’Università degli Studi di Urbino. Dal 1977 inizia la sua lunga carriera espositiva che lo porterà in quasi tutti i comuni dell’Umbria e ad attraversare da nord a sud l’Italia. Nel 2010 è presente nel Libro d’Artista “Omaggio di 50 artisti italiani a Salvatore Quasimodo” a cura di Vittorio Del Piano. Dal 1995 al 2014 espone all’estero nelle più importanti gallerie e spazi pubblici di Potsdam, Erfurt, Berlino, Teltow, Parigi, Los Angeles, Seattle, Berna, Epe, San Pietroburgo.

Ferruccio Ramadori. Rivelazioni cromatiche
di Andrea Baffoni

La recente produzione di Ferruccio Ramadori lo vede indirizzato verso una ricerca del colore che rasserena le proprie maglie su tonalità intermedie, con particolare insistenza per le gamme del grigio. In molti degli odierni dipinti colpisce la delicatezza dei fondi, quasi a voler trasmettere un senso di rasserenante sospensione. Il grigio è il colore dell’attesa, un momento di passaggio tra i confini opposti del bianco e nero, una zona dove tutto diviene possibile, ma dove pure si consuma l’esercizio dell’equilibrio. Tale situazione spinge l’artista a trovare ristoro dal costante susseguirsi della spinta creativa, quasi a tentare una pausa immaginativa al fine di effettuare la ripresa cosciente del proprio essere spingendo con ancor più intensità l’efficacia delle gamme.

Attraversandone “criticamente” il lavoro, si è in passato fatto riferimento ad alcune costanti che, con particolare evidenza, emergevano nel suo operato. Ci si riferisce alla dimensione astratto-simbolista come iniziale espressione del colore (mostra Dissolvenze, Università per Stranieri di Perugia, 2016) e a quelli del rigore strutturale riferito alla valenza architettonico-ambientale di cui Ramadori è sicuro maestro (mostra Architetture di forma, colore e segno, Sala Cannoniera della Rocca Paolina, Perugia 2017). Tali riferimenti determinano la possibilità di una lettura approfondita del suo lavoro, incasellandolo come sicuro esponente di un astrattismo contemporaneo capace di sintetizzare al meglio le costanti storico artistiche riferite all’intero Novecento (…).

Colore, gesto e spiritualità nell’opera di Ferruccio Ramadori
di Catia Monacelli

Movimento, gioia, energia e pura esplosione di colori nell’opera metafisica e insieme spirituale di Ferruccio Ramadori. Il superamento della figurazione pittorica è il tramite per guardarsi dentro, per sprigionare le emozioni. Una danza in cui la luce e il colore sono la forma, l’essenza di un percorso artistico che non finisce mai di stupire.

Ferruccio Ramadori ne ha fatta di strada dopo il Diploma di Maestro d’arte conseguito a Spoleto e i fruttuosi ed effervescenti anni trascorsi all’Accademia di Belle Arti di Perugia. Da Scheggino, piccolo e prezioso borgo dell’Umbria, solcato dalle acque del Nera, la sua arte ha attraversato l’Italia ed il mondo, in un percorso instancabile di sperimentazione e ricerca.

Il cammino è nella sua opera, nei colori dirompenti che dipingono paesaggi dell’anima, nel suo astrattismo che diventa invece vita e forma, in uno spazio ritmico che conquista e domina la tela, catturando inevitabilmente l’occhio di chi guarda e vede. Dentro il cuore di Ferruccio Ramadori si cela un ragazzo ribelle, sulla tela i suoi gesti sono immediati e spontanei, la materia è segno e l’impalpabile diventa un universo di significati e significanti, tutti da sciogliere nel sentire di chi le sue opere da sempre le ama, con non celata ammirazione le osserva, le acquista, se ne circonda gelosamente.

A Gualdo Tadino nella Rocca Flea un’altra tappa di questo lungo viaggio: questa volta la sfida è l’incontro tra l’arte tardo-gotica e rinascimentale delle collezioni, l’imponenza spigolosa dell’austera fortezza e il suo mondo artistico, che negli anni si è sottratto sempre più alle certezze della figurazione, liberando un’urgenza comunicativa che guarda all’espressione dello spirito.

Aperto da martedì a domenica 10-13/15-19

Ufficio stampa:
Polo Museale città di Gualdo Tadino 0759142445 – info@polomusealegualdotadino.it