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REALE IMMAGINARIO
Alessia Biscarini e Giusi Velloni
a cura di Catia Monacelli

Inaugurazione 30 giugno 2022
ore 17:30 Gualdo Tadino (PG)
Museo Civico Rocca Flea
Sala della città

ALESSIA BISCARINI
Nata nel 1968 a Perugia, Alessia Biscarini vive e lavora a Corciano, in uno dei borghi più belli dell’Umbria. Ha conseguito la maturità scientifica e la laurea in giurisprudenza, pur coltivando in sé grande passione e predisposizione per la pittura. Priva quindi di studi accademici, la sua ricerca essenzialmente da autodidatta la porta a sperimentare con i colori, spaziando dal figurativo all’astratto, usando con sapienza olio, acrilico e pigmenti, su supporti diversi quali tela, legno e polistirolo, talvolta inserendo soluzioni materiche. Inizia con la partecipazione in mostre collettive, per poi proseguire con un percorso personale. Espone ad Alghero, Roma, Treviso, Veroli, Napoli oltre che in importanti siti umbri quali la Rocca Paolina e Villa Fidelia. Ha ottenuto riconoscimenti anche all’estero, realizzando dipinti su pannelli espositivi di grandi dimensioni per un prestigioso Showroom al centro di Mosca. Per sua natura sempre in movimento, non solo interiore, viaggia frequentemente in Marocco, dove trae ispirazione e nuovi stimoli creativi. La sua sensibilità e personalità non si esprime solo con la pittura, ma anche nella poesia e nella lavorazione della ceramica.

GIUSI VELLONI
Appare come un mondo fiabesco, quello dipinto da Giusi Velloni, in cui animali ricoperti da pelurie multicolore si presentano in atteggiamenti semi-umani, secondo un linguaggio maturato in anni di pittura e indirizzato verso una figurazione surreale, a tratti ironica, ma carica di struggente umanità. Uno “stile autonomo” (come lo definisce Antonella Pesola nel 2019, presentando la pittrice in occasione della sua prima mostra personale), le cui radici sprofondano nel terreno del disegno, attingendo alle basi di un mestiere basato sull’utilizzo di tele, pennelli e colore a olio: dunque, in definitiva, dalla tradizione. Eppure, Velloni, da questa tradizione si allontana, pur adoperando i consueti strumenti della tecnica, per definire scenari completamente inediti. È appunto quel suo mondo variopinto, popolato da creature improbabili come zebre dal manto arcobaleno, gorilla e scimpanzé dalle più svariate tonalità, leoni la cui criniera sembra uscita da un video-clip anni Ottanta.