Caricamento Eventi
  • Questo evento è passato.

DANIELE AMONI
Gualdo Tadino: luci sulla città
13 febbraio – 22 marzo
Gualdo Tadino, Chiesa monumentale di San Francesco
Giorni ed orari di apertura: da venerdì a domenica, 10.00/13.00 – 15.00/18.00

La parola fotografia significa letteralmente “disegnare con la luce”. Questo termine fu coniato per la prima volta nel 1839 dallo scienziato britannico Sir John Herschel unendo le parole greche “phos”, luce e “graphê”, disegnare o scrivere. E, in effetti, non c’è fotografia senza luce – a meno che non si usino strumenti illuminanti – ma allo stesso tempo può esserci fotografia con poca luce, specialmente in questi ultimi venti anni dove l’introduzione della tecnica digitale ha rivoluzionato il mercato dei mezzi fotografici e di conseguenza la fotografia. La mia predilezione per questo genere si accende in corrispondenza di due specifiche condizioni della giornata: la cosiddetta “ora dorata”, quando la luce morbida e calda esalta colori e contrasti subito dopo l’alba e prima del tramonto; oppure la situazione chiamata “ora blu”, quando il cielo blu intenso si fonde armoniosamente con le luci artificiali della città, scenario ideale per riprendere edifici illuminati o scene di strada. Con l’esposizione Gualdo Tadino: Luci sulla città, racconto ciò che essa rivela o nasconde sia alla luce del sole che nella magica atmosfera notturna. La narrazione si spinge fin dentro gli edifici, dove il gioco tra luci e ombre si fonde per esaltarne la bellezza. Se in questo percorso troverete diversi scatti notturni, il motivo risiede in una particolare affinità con il pensiero di Alda Merini, che della notte scriveva:

“I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.
I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere Iddio.
Ma i poeti, nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle”.

Le città, e tra queste la nostra Gualdo Tadino, offrono un’infinità di opportunità fotografiche: dalle architetture medioevali, agli affascinanti vicoli del centro storico, dai luoghi di culto agli scenari del paesaggio, fino ai musei e alle piazze su cui si affacciano edifici storici. In questo scenario in continuo movimento, dove si possono raccontare innumerevoli storie, l’occhio attento del fotografo riesce a cogliere narrazioni inedite.   (Daniele Amoni)

BIOGRAFIA. Daniele Amoni nasce a Gualdo Tadino nel 1949 e per oltre quarant’anni esercita la professione di medico-chirurgo. Si avvicina alla fotografia nel 1970 grazie alla prima reflex, dono del padre. Da allora ottiene i più significativi riconoscimenti: vincitore di centinaia di concorsi italiani ed esteri, autore di oltre trenta volumi di arte, storia e reportage e destinatario di prestigiosi attestati in campo internazionale, ha esposto in più di venti città italiane. “Dal 1988 ha iniziato una raccolta di immagini antiche di Gualdo Tadino che, dopo un’accurata opera di restauro, ha arricchito il prezioso archivio digitale che oggi conta oltre 25.000 fotografie d’epoca. Ha collaborato sia con realtà pubbliche sia con aziende private, e in questi ultimi anni sia con il mensile “Il Nuovo Serrasanta” sia con il trimestrale “ValleyLife”. Socio fondatore nel 1984 del Gruppo Fotografico Gualdese e presidente del sodalizio per i successivi sette anni, ha promosso attraverso i suoi scatti le bellezze di Gualdo Tadino, tanto da essere insignito nel 1995 del prestigioso “Premio Beato Angelo”.