Caricamento Eventi

PIER TOFFOLETTI. FRAGMENTA MAYA

29 novembre 2025 – 11 gennaio 2026

Chiesa monumentale di San Francesco, Gualdo Tadino (Pg), Corso Italia

Orari: da mercoledì a domenica e festivi dalle 10.00/13.00; 15.00/18.00

Ingresso libero

La mostra personale di Pier Toffoletti, “Fragmenta Maya”, allestita in Umbria, nella suggestiva cornice della monumentale Chiesa di San Francesco a Gualdo Tadino, sancisce un momento di profonda risonanza tra la personale indagine artistica del Maestro e l’autorevolezza di un luogo storico e spirituale che disvela tutta la sua bellezza. Frutto della sinergia tra il Polo Museale di Gualdo Tadino e la Casa d’Arte San Lorenzo di San Miniato (Pisa), l’esposizione non è un mero allestimento, ma un’invocazione al visitatore per un viaggio ascensionale che trascende la mera percezione sensoriale, disvelando l’essenza dell’umano attraverso la dualità etimologica del titolo: “Fragmenta”, la porzione palpabile e contingente dell’esistenza, e “Maya”, l’illusione della forma mutuata dalla conoscenza filosofica. L’opera di Pier Toffoletti si configura come un’epica esplorazione, meticolosamente maturata in oltre trent’anni di ricerca e intimamente nutrita dalla disciplina dello yoga, della dimensione del femminile universale, inteso come crocevia metafisico tra la concretezza del corpo, l’elevazione della spiritualità e l’arcano della natura. L’artista si esprime attraverso una tecnica mista di notevole impatto visivo e tattile, ove la figura umana emerge da un palinsesto di gestualità astratta e veemente intensità cromatica: le tele, dai formati monumentali a quelli più raccolti, sono sovrastate da pennellate dinamiche, colature telluriche e spruzzi che frantumano il contorno, lasciando i corpi in uno stato di frammentazione o di sublime indefinitezza. L’elemento cardine e trascendente dell’intera opera è la luce: i volti, sovente obliterati o purificati da violenti lavaggi di colore chiaro, non rappresentano una lacuna espressiva, ma si ergono a testimonianze ieratiche di una luce interiore, di un principio spirituale che nega la prigione dell’apparenza materiale (Maya) per illuminare le regioni più recondite dell’esistenza. Le mani, al contrario, sono preservate nella loro volumetrica concretezza e sono quasi sempre impegnate in gesti rituali e meditativi, fungendo da cerniera tra la forza fisica e la tensione spirituale. La potenza con cui l’artista impiega il colore, capace di edificare e simultaneamente dissolvere la figura, lo colloca in un affascinante dialogo con i fermenti più vitali del Novecento: l’uso di stesure cromatiche sature e la pennellata intrisa di un’urgenza gestuale richiamano, per l’immediatezza del segno e la densità della materia, l’energia della pittura informale europea, pur incanalando tale dinamismo verso una quiete mistica. Il processo di dissoluzione del soggetto nel colore, unito all’effetto di un contorno che si sfalda e ricompone, può trovare una lontana assonanza con la tradizione del “non-finito” e con la predilezione dei grandi coloristi veneti per il primato del tono sul disegno. Pier Toffoletti, tuttavia, eleva questa libertà formale a principio metafisico: il colore non descrive, ma è la struttura emotiva della figura e la causa della sua trasfigurazione spirituale. Attraverso i “Fragmenta Maya”, Pier Toffoletti ci porge un invito a volgere lo sguardo al di là dell’evanescente, a superare la trappola sensoriale dell’illusione e ad abbracciare la fragilità dei frammenti come via maestra per una comprensione più olistica e luminosa dell’essere.

A cura di Catia Monacelli e Sara Taglialagamba

 

Pier Toffoletti

Pier Toffoletti nasce in provincia di Udine nel 1957 e manifesta precocemente la passione per la pittura. Dopo aver conseguito il diploma in grafica pubblicitaria e fotografia nel 1976, lavora per anni come creativo, regista di spot e video clip, alternando questa attività con la pittura e la speleologia. Una serie di viaggi in Centro e Sud America tra il ’92 e il ’95 segnano il punto di svolta che lo spinge a dedicarsi interamente all’arte. Sin dai suoi esordi, collabora attivamente con la Casa d’Arte San Lorenzo. La sua carriera espositiva decolla a livello internazionale, includendo tappe significative come la 54a Biennale di Venezia (2011), mostre personali al Museo Correr di Venezia (2008), al PAN Palazzo delle Arti di Napoli (2019) e al Red Dot Miami, nel circuito Art Basel (2016). Le sue opere sono state esposte in importanti musei e fiere d’arte in tutto il mondo, da Milano a New York, testimoniando un percorso artistico ormai consolidato.