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CONTEMPORANEAMENTE GUALDO TADINO PRESENTA

PITTURA ITALIANA CONTEMPORANEA
Ultimi sessant’anni
Un percorso di ricerca “
per mari e Monti
dal 5 agosto 2023 al 28 gennaio 2024
Chiesa Monumentale di San Francesco
a cura di Cesare Biasini Selvaggi

La mostra vuole essere un primo omaggio museale pubblico a Pio Monti, storico gallerista italiano morto lo scorso novembre all’età di 81 anni. Il progetto espositivo è realizzato con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, accompagnato da un catalogo pubblicato da Edizioni Kappabit grazie al sostegno di DMG ITALIA srl. La mostra intende essere, pur tra le inevitabili omissioni, una delle possibili ricognizioni sulla pittura italiana contemporanea degli ultimi sessant’anni fino alla ricerca recente e attuale, nell’esperienza professionale del grande gallerista Pio Monti, protagonista dell’arte italiana dagli anni settanta. Come ha scritto Giovanna Dalla Chiesa, «A Roma, nelle situazioni con cui il mercato ha dovuto confrontarsi da sempre, i galleristi che hanno fatto la storia della città, meriterebbero tutti, indistintamente, il Palmarès. Erano loro i veri “curatori” delle mostre, i compagni di strada e i sostenitori degli artisti – anche nella vita privata – dimentichi di qualsiasi riscontro di mercato, poiché la posta in gioco era una rivoluzione esistenziale e di costume che non poteva prescindere anche dalla rivoluzione nei rapporti tra produzione e consumo, quelli cui, persino l’arte d’avanguardia, cessato il momento d’urto, non era riuscita a sottrarsi. A Roma, i galleristi di quella splendida stagione erano quattro, Plinio De Martiis, Gian Tommaso Liverani, Fabio Sargentini e, appena arrivato da Torino, nel 1971, Gian Enzo Sperone. Giunto a Roma dalle originarie Marche, alla metà degli anni settanta, a loro si affiancò subito Pio Monti, con un inizio dal forte azzardo strategico». Curato da Cesare Biasini Selvaggi, il percorso espositivo documenta alcuni passaggi che hanno segnato la pittura contemporanea negli ultimi sei decenni, dagli episodi di persistenza della pittura negli anni sessanta e settanta (la pittura in Italia non è mai tramontata) al ritorno alla pittura negli anni ottanta, fino alle ultime tendenze. In mostra oltre quaranta opere di: Jannis Kounellis, Alighiero Boetti, Emilio Prini, Sol LeWitt, Salvo, Luigi Ontani, Gino De Dominicis, Carlo Maria Mariani, Vettor Pisani, Nicola De Maria, Enzo Cucchi, Claudio Cintoli, Mario Schifano, Tano Festa, Tommaso Lisanti, Gian Marco Montesano, Ubaldo Bartolini, H. H. Lim, Felice Levini, Lorenzo Bonechi, Nunzio, Stefano Di Stasio, Fathi Hassan, Alessio Ancillai, Alessandro Cannistrà, Teresa Iaria, Jeffrey Isaac, Claud Hesse, Mark Kostabi. Nel percorso di ricerca della pittura contemporanea “per mari e Monti” (un calembour che rimanda all’immagine di un piccolo arazzo allegro e pieno di vita come era Pio che l’amico Alighiero Boetti gli dedicò: «PIO PER MARI E MONTI»), nella sua attività di gallerista romano appassionato, geniale ed eclettico, si sono legate in modo sincronico e si sono create inedite polarità che hanno descritto un modello culturale e artistico di impreviste costellazioni, tra nuovi pensieri, racconti, visioni, e inedite ipotesi identitarie attraverso cui ridefinire una mappatura pittorica dal profilo liquido e, tuttavia, imprevedibilmente organico che ha contribuito allo sviluppo dell’arte contemporanea italiana. Da Kounellis che, influenzato dalla pittura non figurativa di Alberto Burri e Lucio Fontana, ha spinto la pittura su nuovi campi, oltre la rappresentazione bidimensionale per entrare nel mondo del reale, includendo lo spazio e la materia, alla pittura-ambiente di Sol LeWitt. Da Luigi Ontani che, a metà degli anni settanta, «sente che è giunto il momento di osare l’inosabile, di violare l’interdetto, di riprendere in mano il pennello, purché lo si faccia in modi leggeri, quasi smaterializzati, sostenendo anche un inevitabile confronto con la leggerezza dei mezzi elettronici» (R. Barilli) a Gino De Dominicis che, a partire dagli anni ottanta, si dedica alla pittura realizzando tele dominate da figure ermetiche: «il disegno, la pittura, la scultura, non sono forme di espressione tradizionali, ma originarie, quindi anche del futuro». Dalla Transavanguardia tenuta a battesimo da Achille Bonito Oliva agli Anacronisti teorizzati da Maurizio Calvesi, dai Pittori Colti riuniti da Italo Mussa al Magico primario concepito da Flavio Caroli, dagli Ipermanieristi guidati da Italo Tomassoni a La Nuova Maniera Italiana configurata da Giuseppe Gatt, ai Nuovi-nuovi cooptati da Barilli. Dalla pittura ipertestuale che si nutre del repertorio iconografico di internet, delle immagini fotografiche e cinematografiche degli anni novanta alla Nuova Figurazione Italiana dei primi anni duemila e oltre, in un percorso di ricerca tra prospettive di sviluppo e di continuità.