In Umbria l’Arte della figurazione per l’VIII centenario francescano
A Gualdo Tadino la mostra “Lo spirito di Francesco”
Chiesa Monumentale di San Francesco – Gualdo Tadino (PG)
Inaugurata il 18 luglio | Aperta fino al 25 ottobre 2026
In occasione delle solenni celebrazioni per l’Ottavo Centenario del transito al cielo di San Francesco d’Assisi, l’Umbria si riafferma come crocevia fondamentale di riflessione spirituale e ricerca figurativa contemporanea. Nello scenario della Chiesa monumentale di San Francesco a Gualdo Tadino è stata ufficialmente inaugurata la rassegna espositiva intitolata «Lo spirito di Francesco. Capolavori della figurazione contemporanea nell’anno dell’Ottavo Centenario», curata da Cesare Biasini Selvaggi e Massimo Caggiano. L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto culturale “Francesco. Il cammino di Gualdo”, promosso dal Comune di Gualdo Tadino con il sostegno della Fondazione Perugia e il coordinamento del Polo Museale della città. L’esposizione nasce da un legame profondo e storicamente documentato tra la comunità di Gualdo Tadino e la vicenda umana di Francesco. La memoria del Santo a Gualdo Tadino non è infatti priva di contrasti e riscatto: dopo l’iniziale incomprensione in Valdigorgo, dove il giovane Francesco in abito secolare venne scacciato da una popolazione ancora impreparata a cogliere la portata rivoluzionaria del suo messaggio, fu la stessa comunità a lavare quell’amarezza nelle acque del fiume Rasina, trasformando la ritrosia iniziale in una calorosa accoglienza nel 1212 e nel 1224, fino all’insediamento del primo convento. Oggi la rassegna riattiva questo patrimonio d’identità spirituale e civile, proponendo la cittadina umbra non come semplice aspetto storico, ma come centro propulsore capace di interrogare il presente attraverso la forza espressiva delle arti visive.
Il valore architettonico e gli affreschi storici
La sede scelta per la mostra rappresenta essa stessa un elemento strutturale del percorso critico. Eretta tra il XIII e il XIV secolo e solennemente consacrata nel 1315, la Chiesa monumentale di San Francesco costituisce uno dei più integri ed eleganti esempi di architettura gotica dell’Umbria. La sua maestosa struttura in pietra bianca e le slanciate volte ogivali creano uno spazio d’ascolto unico, all’interno del quale la pittura e la scultura dei nostri giorni entrano in un dialogo speculare e quasi mistico con le testimonianze pittoriche del passato. Le opere contemporanee disposte lungo le navate instaurano una diretta continuità iconografica con i preziosi affreschi quattrocenteschi custoditi nel tempio, tra cui risaltano le Stimmate riconducibili alla bottega di Ottaviano Nelli, le testimonianze firmate da Matteo da Gualdo e la singolare iconografia del Poverello che presenta la Regola alla Vergine. In questo allestimento, l’eccellenza tecnica dei maestri odierni si svuota di ogni compiacimento formale per tradursi in una vera e propria preghiera visiva: la materia pittorica e plastica diviene un canale di consolazione e ricerca in grado di attualizzare il sacro, offrendo un ponte ideale tra il patrimonio dottrinale del passato e la sensibilità del pubblico contemporaneo.
La risposta della figurazione alla smaterializzazione dell’immagine
La mostra riunisce un nucleo coeso di ventotto maestri della figurazione internazionale, legati da una quasi quarantennale dedizione allo studio della figura e della pittura sacra. In una congiuntura storica segnata dalla proliferazione di immagini artificiali, smaterializzate ed estetizzanti, la pittura, la scultura e la terracotta rivendicano qui il loro ruolo originario di linguaggio visivo autentico. L’Arte di Figura si spoglia di qualsivoglia orpello retorico per rimettere al centro la carne, la vulnerabilità e la condizione dell’uomo, riscoprendo nel volto dell’emarginato e dell’ultimo la traccia stessa del Divino.
Come sottolinea il co-curatore Massimo Caggiano, «l’espressione artistica si fa strumento tangibile per costruire ponti, volgendo uno sguardo accogliente verso le periferie dell’esistenza per restituire dignità e voce agli emarginati. L’opera cessa di essere mero oggetto di contemplazione e diventa spazio d’incontro, dove l’Altro viene abbracciato nella sua reale condizione, scoprendo nel volto del fratello più bisognoso la presenza stessa del Creatore».
Il percorso espositivo si snoda attraverso un viaggio concettuale che tocca i temi fondanti dell’esistenza e della Fede. Le atmosfere dense e i drammi racchiusi nelle opere di John Kirby, Elena Castiglia e Samuel Savarese introducono il visitatore a un’umanità carnale e ferita, mentre Tania Merenda affronta con compostezza introversa il momento dello scandalo della spoliazione pubblica. La monumentale fragilità del corpo trova una spiccata ascendenza giottesca nei dipinti di Marco Chiucchiarelli, laddove il mistero del Dio fatto uomo si rivela nei toni intimi del presepe in terracotta di Alberto Mingotti — caratterizzato da un colto primitivismo — e nel controcanto metafisico e luminoso di Alberto Gálvez. «Il percorso espositivo si struttura come una rigorosa narrazione visiva all’interno della poetica di Francesco», spiega il co-curatore Cesare Biasini Selvaggi. «Attraverso registri linguistici differenti — dal recupero di un’impiantistica formale di ascendenza giottesca al primitivismo della terracotta, fino alle campiture cromatiche di matrice pop e alle modulazioni metafisiche della luce — gli artisti in mostra offrono una rilettura iconografica del sacro capace di sanare la ferita tra uomo e creato, trasformando la materia pittorica in testimonianza viva di una scelta radicale dell’esistenza». Il sentimento della fratellanza cosmica e l’armonia con il creato si accendono nei colori intensi di Felipe Cardeña e Carlos Forns Bada, per poi distillarsi nel silenzio delle liriche meditazioni di Lorenzo Bonechi, Carlo Bertocci, Stefania Fabrizi, Salvo Russo, Dino Valls e Giulia Laurito. Il nucleo centrale dedicato al mistero bruciante delle Stimmate vede l’interpretazione sensibile di Lithian Ricci, Gianluca Martucci, Marta Malangone, Paolo Cassarà, Salvatore Alessi, Eleonora Ciroli, Giovanni Stella e Anna Keen. Il cammino espositivo trova infine il suo compimento escatologico nelle visioni di Stefano Di Stasio, Marcello Pezza, Angela Volpi, Livio Scarpella e Giuseppe Bergomi, la cui opera rievoca il radicale azzeramento del superfluo operato dal Santo d’Assisi. La realizzazione di questo importante progetto scientifico è stata resa possibile anche grazie alla preziosa collaborazione di prestigiosi istituti e prestatori privati, tra cui spiccano la Fondazione Cassa di Risparmio Ascoli Piceno, la Comunità di Sant’Egidio e le opere concesse dalla collezione privata di Massimo Caggiano. L’esposizione è accompagnata da catalogo.
Informazioni per la visita
Sede: Chiesa monumentale di San Francesco, Piazza Martiri della Libertà, Gualdo Tadino (PG)
Date di apertura: dal 18 luglio al 25 ottobre 2026
Orari di luglio e agosto: aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00
Modalità di accesso: ingresso libero
Itinerari integrati: il biglietto della rassegna consente di proseguire il percorso culturale cittadino presso la Rocca Flea e la rete dei Musei di Archeologia, Ceramica e Storia di Gualdo Tadino
Sito ufficiale e contatti scientifici: www.polomusealegualdotadino.it
Ufficio Stampa & Relazioni con i Media: Polo Museale Città di Gualdo Tadino
Contatto stampa: info@polomusealegualdotadino.it
Cellulare: 3477541791 – Dott.ssa Catia Monacelli