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ANNA MORRONI – COME IN UNA RISACCA
A cura di Catia Monacelli
Con i testi critici di Vittorio Sgarbi, Andrea Barretta
Inaugurazione sabato 12 giugno alle ore 11.00
presso la Chiesa Monumentale di San Francesco
Gualdo Tadino (Perugia)
6 giugno 2021 – 5 settembre 2021
Con il patrocinio del Comune di Gualdo Tadino,
promossa dal Polo Museale città di Gualdo Tadino

L’arte di Anna Morroni
di Catia Monacelli

Attraversata da una vena di struggente malinconia è tutta l’opera di Anna Morroni, dalla quale emerge un mondo crudo, popolato da un’umanità dolente, scavata, fragile, in bilico. Quello della Morroni è da sempre uno sguardo di estrema sensibilità, senza filtri, tra le pieghe dell’esistenza, in cui l’abisso è dietro l’angolo, ma altrettanto forte è la resilienza, la volontà di vita delle sue figure che emergono a tutto campo, conquistando l’intero spazio della tela. I viaggi nel mondo, l’incontro con altri popoli e la passione per la fotografia, si ritrovano nella sedimentazione pittorica di un istinto per la materia che trapela nel racconto iconografico, divenendo una superficie di colore e di pelle insieme, limite invalicabile per l’artista e per lo spettatore, come la quinta di un teatro. Non è poi così tanto difficile immergersi nel suo universo e, come la risacca, ci si avvicina e ci si allontana al contempo, troppo penetranti quelle immagini per essere ignorate, troppo laceranti per essere indagate fino in fondo. Persistente nei suoi lavori il tema della maternità, della nascita e del distacco, così come quello dei miti e delle leggende, prese a prestito per inscenare racconti fantastici che narrano di origini dell’uomo. Non mancano in Anna Morroni i richiami di denuncia: una società che spesso esclude ed emargina chi è diverso, chi non si conforma, o per sua scelta o per destino; o ancora una critica non velata contro i poteri temporali, verso chi si professa capopopolo, mentore, sacerdote, icona, come nell’opera-metafora la “Religione è l’oppio dei popoli”. Poi c’è anche spazio per la dolcezza e per l’amore, brevi guizzi almeno; arriva la pace, il sapore della conquista, l’ardore dei sogni che possono avverarsi, scendere nel quotidiano, riscaldare. Sacro e profano si mescolano, spirituale e terreno coesistono. C’è una profonda conoscenza dell’arte in generale nel suo percorso e grande capacità di sperimentazione. Nelle linee e nei volumi domina con forza l’influenza di Pablo Picasso, per Anna Morroni solido punto di partenza ma anche porto d’approdo: un’eco, un richiamo nella notte, un vestito che si fa carne, pensiero, riflessione, sogno, dramma e che investe con veemenza la sua arte ed i suoi protagonisti.

Anna Morroni – Note biografiche

Anna Morroni, nata a Gualdo Tadino (PG), ha frequentato l’Accademia di “Belle Arti” di Perugia, sotto la guida del prof. pittore aerospaziale DOTTORI. Ha insegnato per svariati anni Storia dell’arte e disegno presso licei scientifici, Istituti d’Arte e scuole medie per poi dedicarsi esclusivamente alla professione libera di artista esponendo in tutta Italia e all’estero. Oggi vive e  lavora spostandosi tra il suo atelier di Grottaferrata (Roma) e quello di Lugano (CH). Hanno scritto di lei autorevoli critici sui migliori quotidiani e riviste italiane e straniere.

Chiesa Monumentale di San Francesco

La Chiesa di San Francesco è uno splendido esempio di arte devozionale legata all’ordine francescano, fu edificata alla fine del XIII secolo per ospitare i francescani conventuali e consacrata nel 1315. Sorge sulla piazza principale del centro storico di Gualdo Tadino, Piazza Martiri della Libertà, sul lato opposto alla cattedrale di San Benedetto. La facciata tuttavia si affaccia su Corso Italia, mentre sul fianco sinistro sorgeva il convento. La facciata è caratterizzata da copertura a capanna e dal grande portale gotico fregiato di capitelli, mentre all’interno la chiesa, costituita da un’unica ampia navata, ha una struttura simile a quella della Basilica di San Francesco ad Assisi. Particolarmente ricca è la decorazione delle pareti che sono affrescate con dipinti di scuola umbro-marchigiana datati tra il XIV e il XVI secolo. Le opere più pregevoli sono sicuramente quelle del pittore-notaio rinascimentale Matteo da Gualdo, di grande impatto nella scuola umbra: sue sono la “Madonna col Bambino in trono e i Santi Francesco d’Assisi e Sebastiano”, posta sulla controfacciata di sinistra, la “Crocifissione” dell’abside, la “Madonna col Bambino e San Francesco” nella terza arcata di sinistra e la “Madonna col Bambino e Sant’Anna” sul pilastro tra la prima e la seconda cappella della chiesa. Da ammirare anche il quattrocentesco coro ligneo, l’altare maggiore ed il pulpito sulla sinistra, risalenti al XIV secolo.