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Gualdo Tadino e Dante nella maiolica a lustro.
L’opera di Alfredo Santarelli protagonista del settecentenario.

Il 2021 è l’anno del settecentenario della morte di Dante Alighieri, avvenuta a Ravenna, suo luogo d’esilio, nel 1321. Il valore universale della poesia di Dante è da sempre un elemento fondativo dell’identità culturale italiana e della sua affermazione nel mondo. Anche la città di Gualdo Tadino, insieme ad un ricco comprensorio che abbraccia l’Umbria di San Francesco, può vantare d’esser stata omaggiata dai versi del Sommo Poeta, così nel canto XI del Paradiso: “Intra Tupino e l’acqua che discende, del colle eletto dal beato Ubaldo, fertile costa d’alto monte pende, onde Perugia sente freddo e caldo da Porta Sole; e di rietro le piange per grave giogo Nocera con Gualdo”. Difficile leggendo questi versi non sentire un profondo trasporto unito ad un sentimento di grande orgoglio identitario, ed è proprio su quest’onda emotiva che nasce la spinta a realizzare presso il Museo Civico Rocca Flea l’esposizione dal titolo “Gualdo Tadino e Dante nella maiolica a lustro”, a cura di Mario Becchetti Catia Monacelli. “Lo sguardo si rivolge al secolo scorso” – sottolineano i curatori nel testo di presentazione– “durante le celebrazioni del seicentenario un’altra grande opera venne alla luce, quella del Professor Alfredo Santarelli, che volle dedicare nel 1921 una serie di lavori ispirati alla Divina Commedia; si tratta in particolare di piatti ovali nella tradizionale tecnica della ceramica a lustro”. Tra i temi affrontati possiamo osservare: “Il sogno di Dante”, ispirato al noto quadro del preraffaelita Dante Gabriele Rossetti, il “Medaglione con Beatrice e Dante”, “Caron Dimonio”, scena tratta dal III Canto dell’Inferno, “Morte del Conte Ugolino e dei figli”, con riferimento al XXXIII Canto dell’Inferno. La mostra, promossa dal Polo Museale, con il patrocinio del Comune di Gualdo Tadino, tra gli eventi di Umbria Passaggio a Nord -est, sarà inaugurata venerdì 18 giugno alle ore 17.00 presso la sala della città del Museo Civico Rocca Flea, nell’ambito del progetto “Umbria Paradiso di Dante”, che vede protagonisti i comuni del comprensorio e l’Umbria che vanta un legame con l’opera di Dante Alighieri, quest’ultimo progetto coordinato da Francesca Fantozzi, Presidente dell’Associazione Operatori Parco del Monte Cucco. “Si tratta”, ha spiegato l’Assessore alla Cultura Barbara Bucari, “del primo evento ufficiale che nasce in seno alla Commissione tecnica costituita per le celebrazioni del settecentenario di Dante. Le opere esposte nella mostra provengono da collezioni private, oltre al prezioso lavoro dei curatori, desidero ringraziare tutti prestatori per la loro collaborazione”. All’inaugurazione interverrà il Sindaco Massimiliano Presciutti, alla presenza del primo gruppo proveniente da tutta Italia. “Sono particolarmente orgoglioso di questo progetto”, ha precisato, “che unisce la grande letteratura del nostro Paese, con quanto di più importante e bello la nostra città può vantare, l’arte ceramica”. Alfredo Santarelli nasce a Gualdo Tadino nel 1874 e compie gli studi alla Reale Accademia di Belle Arti di Perugia, diplomandosi nel 1897. Si avvicina alla ceramica lavorando presso la fornace di Daria Rubboli, allievo del pittore e ceramista Giuseppe Discepoli, affascinato dall’arte della maiolica, nel 1899 inizia i primi esperimenti per riprodurre i riverberi oro e rubino delle antiche ceramiche della sua terra. Incoraggiato dai risultati ottenuti Santarelli nel 1900 apre, dove nel XVII secolo sorgevano le fornaci di Francesco Biagioli detto il Monina, un laboratorio ed inizia a formare nuove maestranze. Alfredo Santarelli muore a Gualdo Tadino nel 1957, ma la sua opera rimarrà per sempre. È possibile visitare la mostra fino al 28 novembre. Per informazioni: polomusealegualdotadino.it – 0759142445.